"Dalla morte alla vita": una serata con Alessandro Zanardi

Tempo di Quaresima, tempo di riflessione. Periodo di passaggio, di viaggio alla ricerca di noi stessi e degli altri. Una transizione che ci conduce dalla morte al trionfo della vita.
È stato proprio questo il titolo con cui si è presentato l'incontro con Alessandro "Alex" Zanardi, noto pilota automobilistico e campione di hanbike. Un incontro che si è tenuto sabato 22 marzo presso la Parrocchia di San Tommaso Moro e che rimarrà a lungo impresso nei cuori di tutti i presenti.

"Dalla morte alla vita": sembra un miracolo e forse lo è. Ma Zanardi ha detto di non sentirsi "miracolato"; parole incredibili da ascoltare, quando a parlare è un uomo che con la propria testimonianza ha lasciato letteralmente senza fiato l'intero auditorio.
Eppure è stato questo il punto forte dell'incontro: la spontaneità e sincerità con cui Zanardi ha raccontato la propria esperienza sono disarmanti; riescono a scavare un solco nel tuo animo, lasciandovi una traccia che no, non se ne andrà. Così come non scompariranno dalla mente le immagini che sono state mostrate all'inizio della manifestazione: un intenso video ha permesso ai presenti di ripercorrere la carriera di Alex, dagli esordi ai trionfi più grandi sino al rumore assordante di due automobili che si scontrano nel bel mezzo di una curva dell'EuroSpeedway Lausitz. Nulla è equiparabile alla sensazione che provi nel momento in cui assisti alla collisione e all’inizio di una nuova vita per Alex che da subito si oppone al gioco della sorte. Lotta contro se stesso e vince la battaglia contro la morte, pur pagando un prezzo orribile perdendo gli arti inferiori.
Il suo è l'atteggiamento di un vincente, di una persona che non vuole la compassione di nessuno perché, in ospedale, ha assistito a drammi peggiori di quello che ha vissuto sulla propria pelle. È a questo punto che riesce a trasformare la debolezza in un suo punto di forza: nell'estate 2012 partecipa ai Giochi Paralimpici di Londra e vince, portando in alto non solo l'orgoglio italiano grazie alle due medaglie d'oro conquistate, ma soprattutto il proprio nome.
Non sarebbero necessarie altre parole per descrivere questo incontro; non è facile trasportare su carta le emozioni palpabili all'interno dell'auditorium. La testimonianza di Alex va al di là della comune immaginazione. Lui stesso ha ricordato, fin dall'inizio, che "ci sono tanti tipi di morte": quella fisica è solo una manifestazione delle tante facce che essa può assumere. La presenza di Zanardi in parrocchia è davvero diventata simbolo della resurrezione pasquale: vederlo sorridente e commosso in mezzo alla gente, con quella semplicità che lo fa sentire così vicino, ha confermato a tutti che sì, si può risorgere. Ci si può levare dalle proprie ceneri e tornare a volare…..
O a correre: la cosa che Zanardi sa fare meglio.

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